Gli scerloccamenti di Ottobre

Un vecchio corso d’inglese, acquistato nel 1979 da mio padre, è uscito dallo scatolone in cui riposava in cantina e si è aggiunto ai libri della mia piccola biblioteca londinese. Ho sfogliato i nove volumi di cui è composto “Tutto l’inglese” e sono riaffiorati i ricordi delle innumerevoli volte in cui da ragazzino ho iniziato il corso, interrompendolo dopo poche lezioni. All’interno di ogni volume, però, ho trovato tantissime fotografie, buona parte delle quali rappresenta Londra. Non necessariamente la Londra delle cartoline. Ci sono anche angoli meno conosciuti, tanti scorci apparentemente indecifrabili. Insomma, fotografie perfette per essere scerloccate, con vari livelli di difficoltà. Ho messo in azione lo scanner e ne ho selezionate trenta, con l’obiettivo di proporvele tre alla volta nei prossimi dieci mesi, da Marzo a Dicembre. Ce la farò? Avrete la bontà di seguirmi in questa stravaganza? Chissà… Intanto ecco la mia soluzione ai quesiti dello scorso mese.

Fotografia #22 – Sapete indovinare di che luogo si tratta?

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La mia prima impressione è stata quella di trovarmi davanti al salone principale di una filiale di banca.

In alto spicca un elaborato soffitto con un mosaico in foglia d’oro, illuminato da faretti e lampadari. Ho inizialmente pensato ad una banca per via dei pannelli moderni che rivestono parzialmente la parete di sinistra e nascondono una serie di archi, a quanto pare identici a quelli che compaiono a destra.

Poi però mi sono reso conto che in primo piano c’è un bancone, sotto il quale si trova un ripiano su cui sono appoggiate delle salsiere, oggetti che difficilmente si trovano in banca. L’uomo in giacca e cravatta che siede a sinistra, quindi, non è un correntista ma più probabilmente il cliente di un ristorante, intento a sfogliare il menù.

Ci troviamo infatti nella sala principale del Criterion, il celebre ristorante di Piccadilly Circus che aprì nel 1873 insieme all’omonimo teatro.

Nel celebre romanzo di Sir Arthur Conan Doyle, “Uno Studio in Rosso”, il Criterion rappresenta il luogo fondamentale in cui tutto ha inizio. È proprio al bar del ristorante che il dottor John Watson, da poco tornato ferito e senza un soldo dalla guerra in Afghanistan, incontra il giovane Stamford, un vecchio collega assistente d’ospedale. Durante questa colazione improvvisata, Watson confida a Stamford di essere in cerca di un alloggio economico a Londra. Stamford gli rivela che un suo conoscente, un bizzarro studente di chimica con la passione per la scienza della deduzione, sta cercando qualcuno con cui dividere le spese di un appartamento al 221B di Baker Street. Quel conoscente è, ovviamente, Sherlock Holmes.

Nel 2008 fu girata al Criterion la scena del ristorante de “Il cavaliere oscuro”, secondo capitolo della trilogia di Batman diretta da Christopher Nolan.

I pannelli che negli anni ’70 nascondevano parzialmente le pareti di marmo furono eliminati nel decennio successivo, quando il Criterion fu ristrutturato e riportato agli antichi fasti.

Oggi è diventato il “Masala Zone Piccadilly Circus”, uno dei tre locali di una nota catena che serve cucina indiana.

L’insegna attuale del ristorante, se paragonata a quella vittoriana, rimasta intatta e tutelata da un vincolo come il resto dell’edificio, è obiettivamente inguardabile!

Fotografia #23 – Great Windmill Street, Soho. Chi si avvicina di più alla data dello scatto?

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Partiamo dal lato destro dell’immagine. Su Great Windmill Street c’era (e c’è ancora) la stage door, l’ingresso degli artisti, del Lyric Theatre. “How the Other Half Loves” rimase in cartellone dal 5 Agosto 1970 al 30 Settembre 1972 ma Sheila Steafel (il cui nome compare accanto a quello di Robert Morley e Jan Holden) prese il posto di Mary Miller nel ruolo di Teresa Phillips soltanto nel Dicembre 1971.

Nel 1964 il Windmill Theatre (di cui ho scritto agli albori di questo blog) aveva chiuso i battenti ed era stato convertito in un cinema che rimase in piedi per dieci anni. In quel periodo la sagoma del mulino fatta di centinaia luci era una vista familiare per chi frequentava Piccadilly Circus e dintorni. La saracinesca del cinema si abbassò definitivamente nel 1974.

I film che si vedono nella fotografia sono due: “Swedish Fly Girls” (una pellicola danese, nonostante il titolo) e “On the Side”, lungometraggio erotico spacciato per un “rapporto sulle infedeltà coniugali delle casalinghe europee”, prodotto nel 1971 in Germania Ovest. La programmazione di entrambi i film iniziò il 9 Giugno 1972

L’intervallo temporale si restringe (di poco) controllando la programmazione del Moulin, il cinema che compare a sinistra. Dal 22 Giugno 1972 in poi qui si proiettava “Freedom for Love”, in tedesco “Ehemänner-Report”, un “rapporto sulle infedeltà dei mariti”: in pratica la risposta maschile alla pellicola in programmazione al Windmill.

Consultando le varie edizioni dell’ Evening News sono rimasto stupito dal fatto che i film in cartellone al Moulin e al Windmill rimasero quelli per tutta l’estate e che era ancora così il 30 Settembre, ultimo giorno in cui andò in scena “How the Other Half Loves” al Lyric Theatre.

Quindi la fotografia fu scattata tra il 22 Giugno e il 30 Settembre 1972, un arco temporale di più di tre mesi. Se devo azzardare un’ipotesi direi che siamo a Settembre, osservando l’abbigliamento dei passanti.

In rete ho trovato una fotografia risalente allo stesso periodo.

Ulteriori avvistamenti: l’insegna del Nosh Bar, tempio del salt beef, e quella della prestigiosa “Morris School of Hairdressing”.

Il Moulin Cinema non esiste più ma sulla facciata dell’edificio che un tempo lo ospitava c’è una targa che ricorda “Come Play With Me”, film softcore con protagonista la sfortunata Mary Millington.

Rimase in programmazione ininterrottamente al Moulin per ben 201 settimane, dall’Aprile 1977 al Marzo 1981 ed è inserito nel Guinness dei primati come la proiezione più longeva nella storia della Gran Bretagna.

Fotografia #24 – Un luogo oggi scomparso. Quale?

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E’ un mercato all’aperto, come ce ne sono tanti da sempre, sparsi per Londra.

In primo piano, su una superficie in legno, sono disposti uno accanto all’altro numerosi piccoli oggetti d’epoca. Si notano in particolare orologi da polso e da taschino, cinturini, chiavi, spille, gioielli e minuteria metallica. Più indietro sul tavolo sono visibili argenterie, bricchi, una teiera e altri oggetti decorativi metallici. Una folla di visitatori e clienti si accalca attorno al banco per esaminare la merce.

Il mio sesto senso mi dice che non è Portobello Road ma che ci troviamo nell’East End.

C’è un vecchio arco sopra un portone e sul muro dell’edificio di sfondo in mattoni si nota una targa con la scritta EXCHANGE BLDGS.

Screenshot

Ho consultato un vecchio stradario di Londra per scoprire che Exchange Buildings era un cul-de-sac adiacente a Cutler Street, una strada che ospitava gli enormi magazzini della Compagnia delle Indie Orientali, costruiti a partire dalla fine del Settecento. Questo enorme complesso serviva a stoccare merci preziose provenienti da tutto il mondo, come tè, seta, spezie, piume di struzzo e sigari.

Con l’avvento dei container e delle moderne tecnologie di spedizione, i vecchi magazzini e gli edifici commerciali della zona persero la loro funzione originaria. Tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 l’area subì una massiccia riqualificazione, che fece sparire dalle mappe Exchange Buildings e il mercato di Cutler Street, ormai assorbito da quello di Petticoat Lane.

Una vecchia fotografia in bianco e nero ci dice che dietro l’angolo un tempo c’era un pub, il Cutlers Arms.

Exchange Buildings non scomparve però dai libri di storia. Qui avvenne infatti il sanguinoso preludio al celebre assedio di Sidney Street.

Nel Dicembre del 1916 una banda di rivoluzionari e anarchici lettoni prese in affitto i civici 9 e 11. Il loro obiettivo era scavare un tunnel a partire dal retro di Exchange Buildings per fare irruzione nella gioielleria di Henry Samuel Harris, che si affacciava sulla via principale.

Mentre utilizzavano pesanti attrezzi e trivelle per sfondare la parete divisoria, i rumori insospettirono i vicini, che decisero di allertare la polizia. Una pattuglia di nove agenti disarmati si recò sul posto per verificare la situazione. Non appena il sergente Robert Bentley bussò alla porta del civico 11 intimando agli occupanti di aprire, la banda di anarchici rispose al fuoco con delle pistole semiautomatiche Mauser.

Il brutale scontro a fuoco provocò la morte di tre agenti,segnando uno dei più gravi eccidi nella storia delle forze dell’ordine britanniche in tempo di pace. Anche il leader della banda, George Gardstein, rimase ferito a morte, colpito accidentalmente dal fuoco amico dei suoi stessi complici durante la fuga.

Le indagini serrate che seguirono portarono la polizia, nel Gennaio del 1911, a rintracciare i restanti membri della banda in un edificio al civico 100 di Sidney Street, dando inizio ad un celebre assedio bellico che richiese l’intervento dell’esercito e di Winston Churchill, all’epoca trentaseienne Ministro degli Interni.

Appuntamento al mese prossimo, con queste tre immagini da scerloccare…

Fotografia #25 – Dove fu immortalato l’ignoto bigliettaio del Routemaster?

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Fotografia #26 – Una coppia di amici conversa davanti a una vetrina. Come si chiamava il negozio?

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Fotografia #27 – Giornata piovosa a Londra. Dove ci troviamo?

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