Let’s All Go Down The Strand (Have A Banana!)

“One night half a dozen tourists
Met together in Trafalgar Square
A fortnight’s tour on the Continent was planned
And each had his portmanteau in his hand…”

Non conoscevo affatto questa canzone da music hall del lontano 1909 ma a quanto pare ho la scusante di essere italiano: i cinque sconosciuti inglesi che mi hanno fatto compagnia la mattina di sabato 6 maggio hanno accolto con una risata compiaciuta la banana che Peter Berthoud ha tirato fuori dallo zaino e ha offerto ad ognuno di noi.

Ma faccio un passo indietro per spiegare di cosa sto parlando…

Ho conosciuto Peter un paio di mesi fa mentre preparavo il mio articolo sulla scomparsa del porter’s rest di Piccadilly. Esperto di storia londinese, con una passione sconfinata per la città, Peter è specializzato in camminate per niente scontate, studiate a tavolino e poi messe in pratica con uno stile sobrio e confidenziale. Possiede il dono di trasmettere molto bene la passione che lo anima e ascoltare i suoi aneddoti (quasi tutti inediti anche per me) è un vero piacere.

Partecipare a “Oddities of Strand” (questo il nome del tour) mi ha fornito molto materiale per i prossimi post e qui voglio accennare soltanto sei delle tappe che Peter ha proposto, sei piccole chicche disseminate lungo lo Strand, una delle strade più frequentate di Londra.

Come prima cosa, io e i miei compagni abbiamo imparato che si dice “Strand” e non “The Strand”, come molti erroneamente pensano (compresi gli autori della canzone del lontano 1909).

A – La parete di ghiaccio – (10-12 Southampton Street)

La sede di Londra della catena di negozi Ellis Brigham Mountain Sports è a due passi dal Covent Garden Market e nasconde al suo interno una piccola meraviglia: una parete di ghiaccio per l’arrampicata, che parte dal piano interrato e raggiunge ben 8 metri di altezza!

Si prenota a ore, come fosse un campo di tennis (fatelo per tempo perché è sempre occupato), e con 25 sterline si può arrampicare ad una temperatura tra i -5°C e i -7°C, anche in piena estate!

B – (Probabilmente) la scultura più brutta di Londra – (21-22 Maiden Lane)

Lascio a voi il giudizio ma concordo con Peter che ha definito a dir poco antiestetica quest’opera del 1998 che “abbellisce” una rientranza di Maiden Lane, all’altezza di un pub (The Porterhouse).

L’autore è un tale Eamonn Hughes che oggi ha cambiato opportunamente mestiere ed è un parrucchiere di grido. Degna di nota la figura femminile che esce correndo da un pertugio: Peter l’ha soprannominata Lara Croft!

C – Un luogo “magico” (dove meno te lo aspetti) – (7 Charing Cross Underground Arcade)

Sul marciapiede opposto alla stazione di Charing Cross delle anonime scale scendono in un piccolo centro commerciale poco illuminato che ha sicuramente visto giorni migliori. Ma non fatevi scoraggiare dalle apparenze (e dalla sporcizia del sottopassaggio!).

Varcate la soglia di Davenports Magic, il più antico negozio di articoli magici al mondo a conduzione familiare, ormai giunto alla quinta generazione.

Dal principiante al prestigiatore professionista (qui sono di casa personaggi del calibro di Derren Brown e James Randi), il negozio offre il meglio e i commessi sono esperti conoscitori dei trucchi che propongono.

A noi è stato proposto uno stupefacente gioco di prestigio con tre pezzi di corda di differente lunghezza… siamo rimasti a bocca aperta!

D – York Water Gate – (Embankment Gardens)

Questa porta in pietra datata 1626, una volta l’ingresso dal fiume della York House, è testimone di quanto più largo fosse il corso del Tamigi prima della costruzione del Victoria Embankment da parte di Sir Joseph Bazalgette: ho parlato anche di questo in un vecchio post.

La York House (oggi scomparsa) era la residenza più ricca tra tutte quelle che sorgevano lungo lo Strand, costruita nel 1620 per George Villiers, il primo Duca di Buckingham: il suo stemma nobiliare è ancora visibile sul lato che guarda il fiume.

E – Un posto d’altri tempi – (47 Villiers Street)

Accidenti a quante volte ho percorso di fretta Villiers Street ignorando l’esistenza di questo posto delizioso! Entrando al Gordon’s Wine Bar (la più antica enoteca di Londra) avrete la sensazione di un salto indietro nel tempo: luci basse, ritmi lenti, ottimi vini da ogni parte del mondo e una selezione di venti differenti formaggi. Nello stesso edificio visse per due anni lo scrittore Rudyard Kipling.

F – Subterranean Homesick Blues – (Savoy Steps)

In questo stretto vicolo dietro la facciata del Savoy Hotel fu girato quello che viene considerato il precursore dei video musicali: il protagonista è Bob Dylan.

Fu girato nel 1965 al termine del tour inglese dell’artista e compare all’inizio di “Don’t Look Back”, documentario diretto da D. A. Pennebaker uscito due anni dopo.

L’uomo con la barba che compare sullo sfondo nel filmato è il poeta Allen Ginsberg, esponente della Beat Generation.

Durante la mattinata abbiamo anche fatto tappa in un luogo che i lettori di The LondoNerD già conoscono: Carting (o Farting, se preferite) Lane.

La camminata si è conclusa dopo un paio d’ore con una pinta al Nell Gwynne, pub intitolato a una delle prime attrici donne del teatro inglese e amante del re Carlo II.

Nata nei paraggi dello Strand, Eleanor “Nell” Gwyn si avvicinò al mondo del teatro dopo aver venduto frutta al mercato di Covent Garden. Definita “bella, spiritosa Nell” da Samuel Pepys, un giorno la sua carrozza fu assediata dalla folla inferocita che l’aveva scambiata per l’altra amante del Re, la cattolica Louise de Kérouaille. Nell evitò il linciaggio affacciandosi dal finestrino e gridando alla folla: Calma, ragazzi. Sono la puttana protestante!”

“Let’s all go down the Strand
Let’s all go down the Strand
I’ll be leader you can march behind
Come with me and see what we can find…”

Per conoscere meglio Peter Berthoud e i suoi tours:

http://www.peterberthoud.co.uk/

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